HANNO DETTO DI NOI

“Al piano di sopra del Pastificio Cerere , Beatrice Cesari soffia il vetro..
”La Repubblica, 1984“

Nessuno sospettava che a San Lorenzo ci fosse qualcuno capace di lavorare il vetro..
”Il Tempo, 1984“

L’arte di Murano al centro di Roma. Per vedere soffiare il vetro.. è sufficiente fare quattro passi in via del Pellegrino.. All’altezza del civico 199 si può osservare una ragazza.. intenta a soffiare e modellare il vetro.. Si chiama Beatrice Cesari e ha aperto da pochi giorni un laboratorio di soffiatura del vetro..
”Donatella Lauri, Il Messaggero, 1985“

..non è necessario arrivare a Murano per vedere soffiare il vetro..
”L’Espresso, 1986“

Il rapporto tra l’artigiano e l’oggetto che crea è particolare, ma ancor di pìù lo è per un soffiatore. Mi dispiace spesso dar via begli oggetti. Comunque l’oggetto di vetro è soggetto, essendo fragile, a rotture irreparabili. Il distacco, quindi, può capitare in qualsiasi momento. Vorrei raccontare un episodio in proposito: il mio maestro A.Bormioli un giorno fece un bicchiere eccezionale; lo guardò e, soddisfatto di se stesso, lo tirò in terra. Rimasi meravigliata e lui disse che lo aveva fatto perché non sarebbe stato più in grado di farne un altro così perfetto…
”Francesco Andreotti, Incontro con Maria Beatrice Cesari-Frasca <maestra vetraia> in Roma, Il Semaforo, anno 40, n1 gennaio 1989“

A Roma esiste una sola persona che soffia il vetro per ricavarne manufatti artistici. Si chiama Beatrice Cesari , ma per gli amici e gli artigiani che operano nei pressi della sua bottega in via del Pellegrino 199 è ‘Beatrice la soffiatrice’…
”ROMA, Ieri, oggi e domani, febbraio 1990“

Mentre spariscono mestieri di lunga tradizione, consola il fatto che a Roma si perpetui un’arte più che millenaria. E’ quella dei maestri vetrai di Altare , in provincia di Savona, che già qualche secolofa, a differenza dei loro colleghi veneziani a cui era vietato l’espatrio, esportavano tecniche e abilità in Europa. La loro eredità è coltivata da Aldo Frasca e Maria Beatrice Cesari, che vanta origini altaresi, per l’appunto. Qui… si creano coppe, vasi… piccole sculture dai mille colori. Eleganti anche le mattonelle a due colori incise che sono andate ad arricchire eleganti dimore come quella dello stilista Valentino. La conoscenza delle varie tecniche garantisce restauri filologici di specchiere, suppellettili e ogni altro prezioso e fragile oggetto in vetro. Pendono dal soffitto magnifici esemplari di lampadari muranesi..
”Paese Sera, 1992“

..è un lavoro duro. Basta considerare che per fare un bicchierino ci vogliono 4 anni di esperienza..
”Teresa Zangari, News Lavorare. 24 gennaio 1994“

Nascosta nel rione Monti, in via Cimarra, ci attende una sorpresa, una bottega artistica del vetro. E’ l’unica a Roma…
”Paola Staccioli, Roma circoscrizione, anno 3 n.67, 30 aprile 1994

Due occhi azzurri pieni di simpatia e tanto fiato in corpo, ecco il ritratto di Aldo Frasca, esperto nell’arte e nel restauro del vetro. Nel suo laboratorio si trovano vetri soffiati, lampadari e specchiere d’epoca, antichità..
”CASA AMICA, 11 novembre 1994

“Narra Plinio il Vecchio che alcuni marinai fenici approdati presso la foce del fiume Belo, in Siria, mancando di combustibile per cucinare, accesero alcuni pezzi di nitrum (nitrato di potassio naturale), che portavano a bordo. Una volta infuocato questo elemento si fuse con la sabbia del fiume e ne sgorgò un rivoletto trasparente, fatto di sostanza lucida e incredibilmente fluida e solida al contempo: era nato il vetro.

Fonti storiche più scientifiche, però, ci indicano che furono gli Egizi nel II secolo a.C. i primi a produrre il vetro e nella fattispecie degli smalti vetrosi, le “murrine”, per imitare le pietre e ricoprire oggetti di oreficeria. Successivamente, nel I secolo a.C., in Siria con l’invenzione della canna da soffio si ebbe un’ulteriore svolta nella lavorazione: l’amalgama di quarzo silicio e soda potè essere modellato più facilmente e assumere le forme più varie e acquisì sottilezza e trasparenza.

Dall’Oriente, grazie agli Egizi, l’arte del vetro si diffuse in tutto il Mediterraneo e conquistò Roma, dove già nell’ultimo secolo della Repubblica i primi vetrai immigrati siriani iniziarono a produrre i loro lavori nelle botteghe del Vicus Vetrarium, che si trova tra il Celio e l’Aventino. Durante l’Impero il vetro ebbe enorme successo e i suoi prodotti rimasero per lungo tempo oggetti di gran lusso, emananti il fascino magico dell’Oriente. Sempre Plinio rivela che Nerone pagò due “pocula”, bicchieri da collezionista, ben 6000 sesterzi! Del resto, le opere vetrarie di cui si potè vantare Roma in epoca imperiale furono altrettanto belle, anche se meno famose, delle sue vestigia marmoree.

Possiamo ancora ammirare, per esempio, due splendidi busti di vetro fuso in stampo di sabbia, uno gialloverde riproducente Venere e l’altro turchese intenso riproducente Augusto, nonché lavorazioni a mosaico per le prime vetrate dell’epoca; brocche lavorate al tornio, pannelli pompeiani scolpiti a cammeo; inoltre, anfore, coppe, urne cinerarie e piatti pitturati a fuoco, modellati dalla leggerezza di un soffio; ed infine, eleganti dischi di vetro dorato usati dai primi cristiani per distinguere le tombe catacombali.

Ma “exempla” della raffinatezza che aveva raggiunto l’arte del vetro a Roma rimangono i preziosissimi e delicatissimi vasi ingabbiati da reti di fili di vetro colorati, quali la coppa di Populonia e la coppa di Trivulzio che portano incisioni augurali, l’una “anima felix vivas”, e l’altra “ bibe vivas multis annis”, pezzi unici della maestria e dell’ottimismo degli artigiani dell’Impero. La musa della trasparenza continua ancora oggi ad ispirare Roma e dintorni: nonostante tanti antichi mestieri stiano purtroppo scomparendo, qui sopravvivono luoghi dove si perpetuano tradizioni millenarie dell’arte del vetro.

Una di queste fucine dell’arte si trova nel cuore del rione Monti, a Via Cimarra ed è il laboratorio di Aldo Frasca e sua moglie Beatrice. Vi entriamo neanche a dirlo in punta di piedi, non solo per la delicatezza speciale di ciò che contiene, ma anche per il rispetto di quella maestria del soffiare il vetro che, in tutto il Lazio, si pratica unicamente qui. Soffiare non richiede grossi polmoni, basta il fiato di un ciao per dar vita ad una bottiglia.

Ma è necessaria una grande abilità nel giostrare il fuoco e calibrarlo con l’aria. Se nell’iniziale fase calda il pezzo può essere ancora ritoccato e corretto, la tempera e il raffreddamento sono impietosi: cristallizzando un’imperfezione irreparabilmente quando addirittura non si risolvono nella frantumazione completa. Per questo, per soffiare in maniera accettabile è necessario un tirocinio di almeno due anni e ottimi maestri, come quelli che hanno avuto i Frasca i quali vantavano origini altaresi.

Altare, in provincia di Savona, è stata la culla della scuola di vetro più importante in Italia insieme a quella, sicuramente più famosa, di Murano. L’arte del vetro fu importata ad Altare, intorno all’anno Mille, niente di meno che dai Fiamminghi, la cui traccia è rimasta nei cognomi dei maestri vetrai del luogo. Uno di questi è l’ormai famoso Bormioli, effigie di una famiglia dedicata da sempre a silice e fuoco che ha portato il vetro nella vita quotidiana di tutte le nostre case. Gli Altaresi sono stati, del resto, gli artefici della diffusione della lavorazione del vetro in tutta Italia.

Mentre i loro colleghi muranesi erano bloccati nella repubblica di Venezia da un severo veto d’immobilità, pena l’accecamento se non perfino la morte, e rimasero chiusi in laguna a custodire gelosamente i loro segreti, gli Altaresi furono spinti per la difficoltà di rifornimento di materie prime a uscire fuori da Altare, esportando la loro arte in tutta Italia e creando filiali della loro scuola soprattutto in Toscana, a Roma e in Sicilia.

Nella bottega dei Frasca si possono trovare preziosità soffiate come bicchieri, coppe, lampade, vasi e un fantasioso zoo di soprammobili che accoglie sia uccelli e pesci che pericolose mantidi religiose, ma c’è posto anche per particolari lavorazioni di vetro pieno come le sfere pitturate all’interno che fungono da fermacarte. Una delle creazioni più pregiate è quella delle mattonelle incise…. Si eseguono inoltre lavorazioni d’intaglio su vetri e specchi, si riproducono interni d’argento e soprattutto si prendono in cura lampadari d’epoca… il cui restauro presenta un intenso lavoro filologico che richiede spesso la ricerca di materiali originali in tutta Europa.

Del resto la fragilità del vetro rende estremamente preziose oltre le tecniche di produzione anche qulle di ripristino e conservazione,aiutate dalla passione archeologica di Aldo Frasca sempre in cerca di antichi vetri, magari Etruschi o Latini, che rilevino segreti non ancora arrivati ai moderni. Grazie a questo stadium continuum la bottega dei Frasca ha raggiunto dei livelli di lavorazione degni di apparire in importanti mostre europee a Monaco, Parigi, Ginevra, e capaci di portare nelle vere case d’arte più che dei pezzi d’arredamento...

in via Cimarra, il raffinato laboratorio Arte e restauro del vetro, di Cesari e Frasca, l’unico di tutta Roma che si dedica alla soffiatura artistica del vetro
”DOVE, ottobre 1995“

..unico a Roma per l’arte e il restauro del vetro, Aldo Frasca è il maestro a cui rivolgersi per rimettere in sesto dal lampadario fino alle preziose specchiere del Settecento.
”DOVE dossier, Aprile 1996“

.. l’attenzione viene catturata dal singolare laboratorio dove Beatrice trasforma il vetro in candelieri, bicchieri, eleganti caraffe …si trattaforse dell’unica bottega della città in cui ci si dedica esclusivamente alla soffiatura artistica del vetro..”
Paola Stacciali - Stefano Nespoli, Roma artigiana, tascabili economici newton, 1996

“Arte e restauro del vetro è considerata una sorta di Lourdes del vetro dagli antiquari romani..”Laura Ruggieri, Menù di stagione e vetri,
DOVE, Gennaio 1997

“ ..l’artista, secondo Aldo Frasca, oltre ad una esperienza di lavoro decennale deve possedere un senso innato della forma..”
Regione Lazio, L’artigianato artistico del Lazio, ed. Fabulhouse, 1997

“La ditta è depositaria dell’arte dei soffiatori del vetro e del restauro di antichità vetrarie..”Arte e restauro, nuova occupazione qualificata al recupero del Patrimonio Artigianale del Lazio, XIII Mostra Europea del Turismo.
Artigianato e tradizione Culturale, Castel Sant’Angelo 16-30 Aprile 1999

“..presenti nell’annuale rapporto del Corning Museum of Glass..”
The corning Museum of glass-New York. 2001

“Dal felice incontro tra le tradizioni vetrarie di un tempo e la passione di una giovane coppia è nato ‘Arte e restauro del vetro’. Beatrice Cesari , proprietaria del negozio-laboratorio insieme al marito Aldo Frasca, vanta una tradizione millenaria: i suoi antenati in Liguria erano soffiatori di Altare e non è stato mai abbandonato in famiglia l’interesse per questo straordinario materiale, così forte e così fragile.

Nella loro bottega nel centralissimo rione Monti espongono lampadari, specchiere, bicchieri, sculture e molti altri oggetti di vetro d’epoca, parte dei quali in vendita e parte in attesa di essere riportati a nuova vita dall’abilità e dall’esperienza di Beatrice e Aldo. E’ possibile far fare la manutenzione completa dell’antico lampadario e di vari oggetti di vetro, la molatura di bicchieri sbeccati e il rifacimento di complicati pezzi soffiati.

Inoltre, la coppia svolge un continuo lavoro di ricerca di interessanti materiali… Tra le originali proposte passate dal negozio, i proprietari ricordano due compostiere di Venini acquistate poi dal Corning Museum Di New York e un acquasantiera del 1600 interamente in vetro. Anche adesso però vi sono due splendidi lampadari del 1700 provenienti da un palazzo patrizio e alcune specchiere veneziane dal fascino delicato.

Tra i lavori eseguiti recentemente ci sono il restauro dei lampadari della Galleria Spada, quelli dell’Accademia Americana a Roma e del palazzo dell’Istat, oltre che di molti grandi alberghi, come l’Hotel de la Ville e l’Hotel Quirinale..”
Patrizia Piccioli, DIMORE, luglio 2001

“…un elegante ambiente della country house con lampadario blu di Aldo Frasca…”
Claudio Costa, In mezzo alla Gentry, Case e country class, marzo 2005

“…while Signor Frasca, on Via Panisperna, not only restores magnificent chandeliers for local residents, but was responsible for lighting Madonna’s London abode..”
Mariana Chappel, Rome’s ancient heart-Rione Monti, ITALIA, aprile 2005

ARTE E RESTAURO DEL VETRO
Via Raffaele Cadorna, 5
00187 Roma

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